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	<title>Endocrinologo Francesco Lippi</title>
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	<description>Centro Cura della Tiroide</description>
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		<title>Tiroide gravidanza</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 15:33:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tiroide gravidanza Prof Francesco Lippi Direttore del Centro delle Malattie della Tiroid Scuola di Endocrinologia, Università di Pisa La gravidanza rappresenta un periodo cruciale per la donna ed è un periodo importate per la vita del nascituro. La gravidanza inoltre ha un profondo impatto sulla ghiandola tiroide e sulla su funzione. Questa piccolo ghiandola aumenta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://centrocuradellatiroide.com/tiroide-gravidanza/">Tiroide gravidanza</a> proviene da <a href="https://centrocuradellatiroide.com">Endocrinologo Francesco Lippi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Tiroide gravidanza</em></strong><br />
<strong><em>Prof Francesco Lippi</em></strong><br />
<strong><em>Direttore del Centro delle Malattie della Tiroid</em></strong><br />
<strong><em>Scuola di Endocrinologia, Università di Pisa</em></strong></p>
<p>La gravidanza rappresenta un periodo cruciale per la donna ed è un periodo importate per la vita del nascituro.<br />
La gravidanza inoltre ha un profondo impatto sulla ghiandola tiroide e sulla su funzione. Questa piccolo ghiandola aumenta di volume di circa il 10-20% durante la gravidanza nelle aree non a carenza iodica e fino al 40-50% nelle aree a carenza di iodio.<br />
La maggiore frequenza delle malattie tiroidee nel sesso femminile ed in particolare l’aumento delle tireopatie autoimmuni, suggerisce un elevato controllo della condizione ormonale sia prima della possibile gravidanza che nel corso della gravidanza e nel post partum.<br />
Il medico di famiglia, come richiede un prelievo per esami generali, altresì dovrebbe sempre aggiungere un dosaggio del TSH prima della gravidanza. In questo modo si potrebbero evitare possibili aborti spontanei dovuti sia ad una condizione di ipotiroidismo che di ipertiroidismo.<br />
La causa più frequente di ipotiroidismo è la forma autoimmune rappresentata dalla tiroidite cronica linfocitaria di Hashimoto senza considerare le donne che iniziano una gravidanza già in condizione di ipotiroidismo (inotropismo da tiroidite di Hashimoto oppure dopo terapia radiometabolica per Morbo di Basedow o dopo tiroidectomia per gozzo o per tumore della tiroide).<br />
In caso di tiroidite autoimmune, essendo la familiarità e la ereditarietà la principale causa della malattia, almeno le figlie di pazienti con patologie autoimmuni, dovrebbero eseguire un prelievo ormonale per conoscere lo stato funzionale della propria ghiandola prima di affrontare una gravidanza.<br />
In caso di presenza di un valore del TSH circolante superiore a 2.5 mU/L si consiglia di eseguire anche un dosaggio degli anticorpi antitiroidei (AbTg e AbTPO, Ab antirecettore del TSH o TRAb). Evidenziata e pubblicata l’incremento di poliabortività nelle donne con tiroidite cronica linfocitaria autoimmune , in caso di un valore di TSH circolante compreso fra 2.5 e 4 mU/L, si suggerisce di iniziare la terapia con ormone tiroideo accompagnato, da una terapia antiossidante come il selenio e la vitaminaD3 come anti-infiammatoria e anticoagulanti. Questo protocollo permette di ridurre i casi aborto spontaneo nei primi mesi di gravidanza del 19%.</p>
<p>Nel casso di ipotiroidismo sia clinico che preclinico non riconosciuto prima della gravidanza, e quindi non trattato, le complicanze possono essere:</p>
<p>• ipertensione gravidica con o senza pre-eclampsia<br />
• distacco placentare<br />
• basso peso alla nascita<br />
• nascita di feto morto<br />
• malformazioni congenite<br />
• emorragia post-partum.</p>
<p>Il passaggio transplacentare di tiroxina dalla madre al feto nella prima e nell’ultima fase della gestazione è modesto, ma molto importante per lo sviluppo cerebrale del feto. Se la madre è ipotiroidea in gravidanza, il sistema nervoso fetale può essere danneggiato dalla mancanza di tiroxina materna nelle prime settimane di gestazione, quando la tiroide del feto non ha ancora cominciato a funzionare, o, successivamente, se anche la tiroide del feto è ipofunzionante. Questa seconda evenienza si può verificare nelle gestanti esposte a grave carenza iodica che causa ipotiroidismo nella madre, nel feto e nel neonato. L’ipotiroidismo combinato materno, fetale e neonatale provoca un danno irreversibile dello sviluppo neurologico e intellettivo, che nella sua forma più grave configura il quadro clinico del cretinismo endemico.<br />
L’ipotiroidismo materno determina alterazioni sullo sviluppo del sistema nervoso fetale. I dati degli anni 70, dimostravano un minor quoziente intellettivo nei figli di madri ipotiroidee non trattate in gravidanza rispetto a quelli di madri rese eutiroidee con la terapia sostitutiva. Studi ulteriori hanno ampiamente confermato che lo sviluppo psicomotorio e mentale è ritardato nei bambini nati da madri con valori di FT4 sotto il decimo percentile alla 12a settimana di gestazione. Risultati simili sono stati ottenuti da altri autori utilizzando come parametro per la misura dell’ipotiroidismo valori di TSH superiori al 99,7 percentile o un valore di TSH al 98-99,6 percentile con bassi valori di FT4.<br />
Terapia dell’ipotiroidismo<br />
Il farmaco di scelta per il trattamento sostitutivo dell’ipotiroidismo è la Levotiroxina sodica (L-T4), ormone chimicamente puro che assicura una potenza uniforme. La L-T4 deve essere assunta a digiuno 20 min prima della colazione. In presenza di vomito è comunque possibile assumere L-T4 anche dopo aver mangiato. La T4 è l’ormone più importante sul piano quantitativo secreto dalla tiroide ed esercita la sua azione previa conversione periferica in T3. La somministrazione di Tiroxina nella terapia dell’ipotiroidismo costituisce quindi una fonte continua di T3 per i tessuti e riproduce più fedelmente la situazione fisiologica in cui la maggior parte della T3 deriva dalla desiodazione periferica della T4. La L-T4 ha una emivita biologica abbastanza lunga (circa una settimana) che consente il mantenimento di un livello costante di ormoni tiroidei durante le 24 ore con una unica somministrazione giornaliera.<br />
In assenza di controindicazioni cardiache è sempre consigliabile raggiungere lo stato di normale funzione tiroidea o eutiroidismo nel più breve tempo possibile per evitare le complicanze dell’ipotiroidismo sul decorso della gestazione e sul prodotto del concepimento. La dose sostitutiva di L-tiroxina è maggiore in gravidanza rispetto al periodo pre- e post-gravidico. L’adeguatezza del trattamento sostitutivo deve essere controllata frequentemente misurando i livelli di TSH e ormoni tiroidei liberi nel siero.</p>
<p>Nelle pazienti che sono già in terapia sostitutiva per un ipotiroidismo diagnosticato prima della gravidanza, la richiesta di tiroxina aumenta durante la gestazione. L’incremento della dose di tiroxina necessario a mantenere l’eutiroidismo è di solito maggiore nelle pazienti con ipotiroidismo post terapia ablativa per morbo di Basedow o carcinoma della tiroide rispetto a quelle con tiroidite autoimmune. In uno studio recente l’aumento medio della dose di L-T4 necessario per mantenere il TSH nella norma era del 45% (50 µg/die) nelle gravide con ipotiroidismo postablativo e del 25% (28 µg/die) in quelle con ipotiroidismo autoimmune. Questa differenza può essere spiegata con il permanere di una modesta riserva funzionale tiroidea in alcune pazienti con tiroidite autoimmune. In queste gestanti, la fisiologica immunosoppressione della gravidanza può favorire una modesta ripresa funzionale della tiroide e ridurre quindi la dose aggiuntiva di L-T4 necessaria per mantenere nella norma il TSH sierico. Sebbene nelle pazienti con tiroidite autoimmune siano state descritte remissioni transitorie dell’ipotiroidismo in gravidanza, i rischi di una ipofunzione tiroidea, anche subclinica, sono tali da non giustificare tentativi di sospensione della terapia sostitutiva con L-T4. L’aumentato fabbisogno di L-T4 può rendersi evidente già nelle prime 4 settimane dal concepimento. In tutte le ipotiroidee che entrano in gravidanza è quindi consigliabile misurare il TSH immediatamente dopo la prima mancanza mestruale. Se in questa fase precoce della gestazione il TSH sierico non è ancora aumentato, il dosaggio deve essere ripetuto ogni 40 giorni poiché la necessità di aumentare la dose può rendersi evidente anche in fasi più avanzate della gravidanza. L’incremento della dose di L-tiroxina varia da meno di 25 µg/die a più di 100 µg/die. Uno studio prospettico recente ha dimostrato un aumentato fabbisogno di L-T4 nell’85% della popolazione studiata. In questi soggetti l’incremento medio di L-T4 era del 47% e l’incremento della dose era necessario nella prime 16-20 settimane. La raccomandazione pratica che ne deriva è che tutte le donne ipotiroidee in trattamento con L-T4 dovrebbero aumentare la dose di L-T4 di circa il 30% al momento della conferma dell’inizio della gravidanza ancora prima di eseguire i dosaggi ormonali. Durante la gravidanza il TSH sierico deve essere attentamente monitorato e la dose di L-T4 deve essere aggiustata di conseguenza nella singola paziente.<br />
Il solfato ferroso somministrato frequentemente in gravidanza per correggere la carenza di ferro, può ridurre l’assorbimento della L-tiroxina se i due farmaci sono assunti contemporaneamente. Nei periodi di terapia combinata è consigliabile assumere il solfato ferroso e la L-T4 ad un intervallo di due ore l’uno dall’altra.</p>
<p>In caso di tireotossicosi si intende il quadro clinico che deriva da un eccesso di ormoni tiroidei circolanti e dalla conseguente accelerazione dei processi metabolici dell’organismo. Quando la tireotossicosi è dovuta a iperfunzione tiroidea si definisce ipertiroidismo. Si conoscono varie forme cliniche di ipertiroidismo che si differenziano tra loro per aspetti eziopatogenetici e caratteristiche cliniche.<br />
Le cause più comuni di ipertiroidismo sono:<br />
• gozzo diffuso tossico (Morbo di Basedow) sicuramente più frequente<br />
• gozzo multinodulare tossico<br />
• adenoma tossico<br />
• disfunzioni tiroidee provocate da un eccesso di gonadotropina corionica umana (hCG), come nei casi della mola idatiforme e del coriocarcinoma (molto rara).</p>
<p>Le manifestazioni cliniche che possono essere in comune fra la tireotossicosi e la gravidanza sono:<br />
• cute calda e umida, intolleranza al caldo<br />
• tachicardia<br />
• aumento PA differenziale<br />
• iperemesi<br />
• astenia<br />
• ansietà.</p>
<p>I dati anamnestici e le manifestazioni cliniche che possono far sospettare una tireotossicosi in gravidanza sono:<br />
• storia familiare o personale positiva per tireopatie autoimmuni o rilievo anamnestico di un precedente ipertiroidismo<br />
• presenza di sintomi specifici di ipertiroidismo: &#8211; perdita di peso &#8211; frequenza cardiaca superiore a 100 bpm &#8211; gozzo, soprattutto in aree a sufficiente apporto iodico &#8211; stanchezza muscolare prossimale<br />
• manifestazioni tipiche del Morbo di Basedow: &#8211; oftalmopatia &#8211; mixedema pretibiale &#8211; onicolisi • accentuazione dei sintomi normali della gravidanza: &#8211; ipersudorazione &#8211; intolleranza al caldo &#8211; affaticabilità.</p>
<p>In pratica, tutte le pazienti con un ipertiroidismo clinicamente rilevante avranno un TSH sierico inferiore a 0,1 mU/L associato a valori di FT4 e di FT3 superiori alla norma. Nel gozzo multinodulare tossico e nell’adenoma tossico il quadro di ipertiroidismo può essere sostenuto da un aumento isolato della FT3 con valori di FT4 compresi nella norma (T3 tossicosi).<br />
Le indagini da eseguire sono la palpazione clinica della regione del collo, la ecografia volumetrica con color doppler e la ricerca della autoimmunità:<br />
• misura di anticorpi anti Tg, anti TPO, Anticorpi antirecettore del TSH (TRAb)<br />
• ecografia della tiroide volumetrica con ecocolordoppler della tiroide<br />
• ioduria (in caso di ipertiroidismo causato da un eccesso di iodio)<br />
• Tg (solo in caso di ipertiroidismo da tiroidite subacuta o virale).</p>
<p>Il dosaggio dei TRAb ha una indicazione specifica in gravidanza perché il rilievo di questi anticorpi a titolo elevato può far sospettare la presenza di un ipertiroidismo fetale e far prevedere l’insorgenza della tireotossicosi neonatale.</p>
<p>Una tireotossicosi non trattata in gravidanza può provocare: a) complicanze materne<br />
• ipertensione gravidica<br />
• preeclampsia<br />
• distacco di placenta<br />
• aborto spontaneo<br />
• parto prematuro<br />
• scompenso cardiaco<br />
• anemia<br />
• crisi tireotossica (sebbene rara, può manifestarsi in gravide ipertiroidee non trattate al momento del parto)<br />
b) complicanze fetali-neonatali<br />
• basso peso alla nascita per l’età gestazionale<br />
• prematurità<br />
• morte neonatale<br />
• nascita di un feto morto<br />
• malformazioni congenite<br />
• ipertiroidismo fetale e neonatale<br />
Terapia dell’ipertiroidismo<br />
Nelle forme più frequenti di ipertiroidismo (morbo di Basedow, gozzo multinodulare tossico e adenoma tossico) non è possibile una terapia eziologica.<br />
In queste patologie la terapia dell’ipertiroidismo è diretta a ridurre il livello degli ormoni tiroidei circolanti e a bloccare i loro effetti sui tessuti periferici.<br />
Prescindendo dalla gravidanza, esistono tre modalità terapeutiche per normalizzare i livelli degli ormoni tiroidei circolanti:<br />
1. bloccare la loro sintesi e/o la loro dismissione con i farmaci antitiroidei<br />
2. eliminare il tessuto iperfunzionante con lo iodio radioattivo<br />
3. intervento chirurgico di tiroidectomia.</p>
<p>Il trattamento dell’ipertiroidismo in gravidanza pone alcuni problemi perché ogni scelta terapeutica deve tener conto della presenza del feto e del passaggio transplacentare dello iodio e dei farmaci impiegati nel trattamento della tireotossicosi. L’uso dello iodio radioattivo é assolutamente controindicato in gravidanza.<br />
In gravidanza le scelte terapeutiche per l’ipertiroidismo sono limitate al trattamento farmacologico e all’intervento di tiroidectomia. Nella maggior parte delle gravide ipertiroidee l’iperfunzione ghiandolare viene controllata somministrando i farmaci antitiroidei che rappresentano la terapia di prima scelta. Il ricorso all’intervento chirurgico è limitato a casi eccezionali.</p>
<p>Farmaci antitiroidei<br />
Le tionamidi (metimazolo, carbimazolo e propiltiouracile) bloccano la sintesi degli ormoni tiroidei, inibendo l’organificazione e l’incorporazione dello iuduro nei residui tirosinici della tireoglobulina e il successivo accoppiamento delle iodotirosine. Questa azione si esplica attraverso una inibizione completiva della perossidasi, l’enzima tiroideo responsabile della ossidazione dello ioduro.<br />
Il propiltiouracile (PTU), oltre a bloccare la sintesi degli ormoni tiroidei, agisce anche sui tessuti periferici inibendo la conversione della T4 a T3, l’ormone metabolicamente attivo. Nonostante questa ulteriore azione periferica del PTU, nella maggior parte delle pazienti ipertiroidee il trattamento con metimazolo (MMI) porta ad una più rapida normalizzazione dei livelli degli ormoni tiroidei circolanti. L’efficacia del MMI nella terapia dell’ipertiroidismo è dovuta ad un maggiore accumulo e ad una più lunga emivita intra-tiroidea del farmaco. Il MMI e il PTU vengono quasi completamente assorbiti nel tratto gastrointestinale. L’emivita plasmatica del MMI è più lunga (6-8 ore) rispetto a quella del PTU (1-2 ore). Rispetto al PTU, il MMI è più lipo-solubile e non si lega alle proteine del siero. Nell’uso clinico è opportuno tenere presente che le tionamidi non bloccano il rilascio degli ormoni tiroidei preformati. Pertanto, il raggiungimento dell’eutiroidismo nelle pazienti ipertiroidee trattate con tionamidi richiede di solito dalle 2 alle 6 settimane. I fattori che influenzano la rapidità del controllo dell’ipertiroidismo sono i livelli iniziali degli ormoni tiroidei, l’attività della malattia e l’entità dei depositi ormonali intratiroidei.<br />
Il 5% delle donne sottoposte a terapia con tionamidi presenta effetti collaterali quali:<br />
• eruzioni cutanee (non necessariamente indicazione alla interruzione del farmaco)<br />
• prurito (non necessariamente indicazione all’interruzione del farmaco)<br />
• agranulocitosi (rara).<br />
La granulocitopenia generalmente recede senza che sia necessario sospendere il farmaco.</p>
<p>La somministrazione di tionamidi in gravidanza risulta sicura per la funzionalità della tiroide fetale.<br />
• Le tionamidi, a dosi appropriate, non interferiscono con la funzione tiroidea fetale. Pur in assenza di studi che abbiano comparato l’effetto del propiltiouracile (PTU) e del metimazolo (MMI) nella stessa paziente, la letteratura non dimostra sostanziali differenze in termini di soppressione della funzione tiroidea fetale tra i due farmaci.<br />
• La terapia con tionamidi nel primo trimestre di gravidanza non ha effetti sul successivo sviluppo intellettivo. Altri effetti collaterali, tipici delle tionamidi nell’adulto (agranulocitosi, epatite, vasculite), non sono mai stati osservati in neonati esposti in utero a questi farmaci.<br />
• Non esiste alcuna chiara evidenza che dimostri un effetto teratogeno delle tionamidi sul prodotto del concepimento. Al contrario, l’aumentata frequenza di malformazioni congenite nei neonati di donne ipertiroidee non trattate in gravidanza si riduce nettamente se la funzione tiroidea è normalizzata dalla terapia con tionamidi. I dati a favore di un rapporto causa-effetto tra somministrazione di metimazolo in gravidanza e comparsa di aplasia cutis o altre malformazioni nel neonato sono ancora controversi e non sono conclusivi.<br />
Sono controindicati in gravidanza:<br />
• ioduro inorganico (difficile calibrare la dose)<br />
• perclorato di potassio.</p>
<p>Lo ioduro attraversa liberamente la placenta e a dosi elevate può bloccare per lungo tempo il funzionamento della tiroide del feto e del neonato che non presentano il fenomeno di scappamento tipico delle ghiandole adulte. Gozzo e ipotiroidismo fetale-neonatale sono le conseguenze di questo blocco prolungato della funzione tiroidea. In situazioni eccezionali, rappresentate dalla crisi tireotossica o dalla preparazione all’intervento di tiroidectomia, lo ioduro può essere somministrato a gravide ipertiroidee per non più di 5 giorni.</p>
<p>Tiroidite post-partum</p>
<p>La tiroidite post-partum (TPP) è una forma di tiroidite autoimmune senza dolore (painless thyroiditis), caratterizzata da una disfunzione tiroidea che compare entro 12 mesi dal parto. Essa può insorgere anche dopo un’interruzione spontanea o volontaria della gravidanza.<br />
La prevalenza della TPP varia, in base ai criteri diagnostici utilizzati ed alle aree geografiche, tra l’1.1 e il 16.7% delle donne nel periodo post-partum, con una media dell’8.1%. La prevalenza di TPP è maggiore nelle pazienti con altre malattie autoimmuni.<br />
La clinica della TPP è piuttosto variabile, potendo presentarsi come tireotossicosi isolata (32% dei casi), ipotiroidismo isolato (40% dei casi), oppure passare attraverso entrambe queste fasi, per poi ritornare all’eutiroidismo al termine del periodo post-partum (forma trifasica o classica, 22% dei casi).<br />
Nella forma classica, la prima fase, caratterizzata dalla tireotossicosi, compare dopo 2-6 mesi dal parto e dura circa 1-3 mesi. Questa è sostenuta dal processo tiroiditico che induce il rilascio in circolo degli ormoni tiroidei. La seconda fase, caratterizzata da un ipotiroidismo, insorge dopo 4-8 mesi dal parto e può durare fino a 9 mesi, anche se è generalmente più breve.<br />
Circa l’80% delle pazienti ritorna in eutiroidismo entro 12 mesi dal parto.</p>
<p>Il trattamento della tireotossicosi, quando necessario, si basa sulla severità dei sintomi quali il cardiopalmo, l’irritabilità ed il nervosismo. Vengono abitualmente utilizzati i beta-bloccanti.<br />
L’uso delle tionamidi non è indicato, poiché la tireotossicosi è sostenuta da una tiroidite distruttiva che porta al rilascio dell’ormone preformato e non da un’iperfunzione ghiandolare. Il propranololo rappresenta il farmaco di prima scelta, poiché consente una facile titolazione. Il trattamento dura solitamente meno di 3 mesi e la posologia viene aggiustata in base ai livelli di ormoni tiroidei e ai sintomi (20-40 mg per 2-3 volte al giorno). L’uso del propranololo durante l’allattamento è generalmente accettato.<br />
La fase ipotiroidea può non richiedere alcuna terapia, mentre viene trattata con L-T4 se l’ipotiroidismo è sintomatico e/o se le concentrazioni di TSH superano le 10 mUI/L. Il potenziale beneficio del trattamento dell’ipotiroidismo subclinico (TSH tra 4.0 e 10.0 mUI/L) include il miglioramento degli eventuali sintomi. La dose iniziale di L-T4 dipende dai livelli di TSH. I successivi aggiustamenti posologici vengono effettuati in base ai sintomi e ai livelli di TSH. Il trattamento va mantenuto se vi è il progetto di avere una nuova gravidanza, altrimenti può essere sospeso con gradualità entro l&#8217;anno dal parto.<br />
Nelle pazienti in cui la sospensione ha avuto successo, il TSH va comunque dosato almeno 3volte all’anno per monitorare l’eventuale ricomparsa di ipotiroidismo.</p>
<p>È stato inoltre osservato che la somministrazione di selenio alla posologia di 100-200 µg/die in donne con anticorpi anti-tiroide durante la gravidanza e nel post-partum ha indotto una significativa riduzione della prevalenza della TPP rispetto ai controlli (28.6% versus 48.6%).</p>
<p>Domande</p>
<p>1) Prima della gravidanza tutte le donne dovrebbero fare uno screening? Si soprattutto nei figli di pazienti con tireopatie<br />
2) Quali valori sono importanti? Il valore del TSH circolante e la presenza di Anticorpi antitiroide.<br />
3) Esiste la probabilità di interruzione spontanea di gravidanza nelle donne con malattie autoimmuni? Si esiste la poli-abortività<br />
4) Che rischi corre il feto e poi il bambino nel caso di ipotiroidismo non ben controllato? Aborto spontaneo oppure alla nascita malformazioni o QI ridotto<br />
5) Che rischi corre il feto e poi il bambino nel caso di ipertiroidismo? La donna la pre-eclampsia, il feto la morte intrauterina, il neonato alterazioni cardiache o malformazioni.<br />
6) Qual è e la cura per le pazienti con ipotiroidismo? la levo-tiroxina sodica<br />
7) Qual è la cura per le pazienti in ipertiroidismo)? le tionamidi<br />
8) Nella fase successiva al parto possono esserci rischi per la donna? Si<br />
9) Nella TTP si può avere anche una ripresa delle normale funzione tiroidea? Si</p>
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		<title>Effetti In Attesi Della Vitamina-D</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/effetti-in-attesi-della-vitamina-d/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2024 19:19:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="border: 0px solid #d9d9e3; box-sizing: border-box; --tw-border-spacing-x: 0; --tw-border-spacing-y: 0; --tw-translate-x: 0; --tw-translate-y: 0; --tw-rotate: 0; --tw-skew-x: 0; --tw-skew-y: 0; --tw-scale-x: 1; --tw-scale-y: 1; --tw-scroll-snap-strictness: proximity; --tw-ring-offset-width: 0px; --tw-ring-offset-color: #fff; --tw-ring-color: rgba(69,89,164,.5); --tw-ring-offset-shadow: 0 0 transparent; --tw-ring-shadow: 0 0 transparent; --tw-shadow: 0 0 transparent; --tw-shadow-colored: 0 0 transparent; margin-top: 1.25em; margin-bottom: 1.25em; color: #374151; font-family: Söhne, ui-sans-serif, system-ui, -apple-system, 'Segoe UI', Roboto, Ubuntu, Cantarell, 'Noto Sans', sans-serif, 'Helvetica Neue', Arial, 'Apple Color Emoji', 'Segoe UI Emoji', 'Segoe UI Symbol', 'Noto Color Emoji'; font-size: 16px; white-space-collapse: preserve;"><strong>La vitamina D è una vitamina liposolubile e un ormone steroideo</strong> che svolge un ruolo importante nella <strong>regolazione del calcio-fosforo e nella struttura ossea</strong>. La vitamina D è <strong>sintetizzata nella pelle per effetto dei raggi ultravioletti</strong> (colecalciferolo) e viene introdotta anche con la dieta (ergocalciferolo) ma in misura inferiore al 10%. La vitamina D di origine vegetale è rappresentata dalla vitamina D2, mentre, quella di origine animale (come l&#8217;uomo), dalla vitamina D3.</p>
<p>La vitamina D, assorbita dall&#8217;intestino o sintetizzata nella pelle, è presente nel sangue legata ad un&#8217;α-globulina sintetizzata nel fegato. Successivamente, la vitamina D viene idrossilata in posizione 1,25-idrossivitaminaD (25(OH)D nel <strong>fegato e rappresenta il principale deposito di vitamina D circolante</strong>. Nel fegato subisce l&#8217;idrossilazione in posizione 25.</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo passaggio metabolico, l&#8217;idrossilazione in posizione α, porta alla formazione dell&#8217;ormone attivo e avviene nei reni</strong>.</p>
<p><strong>Gli effetti biologici dell&#8217;1,25 (OH2) D</strong> si manifestano grazie al legame con il recettore della vitamina D (VDR) che appartiene alla famiglia dei superrecettori nucleari. VDR è espresso in numerosi tipi cellulari e tessuti.1,25 (OH2)D è un potente attivatore della calbindina 9k, una proteina legante il calcio espressa nell&#8217;intestino e che svolge un ruolo importante nel trasporto attivo del calcio attraverso l&#8217;enterocita L&#8217;1,25 (OH2) D aumenta l&#8217;assorbimento del calcio intestinale e permette di avere più importanti formazioni scheletriche.</p>
<p>In particolare, la carenza di vitamina D provoca una diminuzione dell&#8217;assorbimento intestinale di calcio e fosforo, con conseguente aumento dei livelli di ormone paratiroideo (PTH) che porta all&#8217;iperparatiroidismo secondario che non modifica il livello di calcio nel sangue. L&#8217;aumento dell&#8217;attività osteoclastica mediato dal PTH provoca la perdita della densità minerale ossea (BMD), con conseguente <strong>osteopenia e osteoporosi</strong>.</p>
<p><strong>Cause della carenza di vitamina D</strong></p>
<p>La principale fonte di vitamina D per bambini e adulti è <strong>l&#8217;esposizione alla luce solare naturale</strong>.</p>
<p>Tuttavia durante l&#8217;esposizione più persone utilizzano i <strong><em>fattori di protezione solare</em></strong> che <strong><em>riducono la sintesi di vitamina D</em></strong>. Le persone con la pelle bianca hanno una maggiore sintesi di vitamina D rispetto alle <strong><em>persone con pelle nera</em></strong> (per es. gli afroamericani) almeno da tre a cinque volte. Un altro fattore che riduce l&#8217;assorbimento della Vitamina D è rappresentato <strong><em>dall&#8217;obesità</em></strong>, infatti quando l&#8217;indice di massa corporea (BMI) è superiore a 30kg/m2, e quindi può associarsi a carenza di Vitamina D.</p>
<p>Un&#8217;altra causa di carenza di vitamina D sono le sindromi da <strong><em>malassorbimento dei grassi</em></strong>, i pazienti obesi trattati con chirurgia bariatrica e i <strong><em>pazienti con sindrome nefrosica</em></strong> .</p>
<p><strong>Benefici della vitamina D</strong></p>
<p>I recettori della vitamina D sono rappresentati nella maggior parte dei tessuti e delle cellule del corpo e l&#8217;integrazione di vitamina D, <strong>in diversi studi di laboratorio</strong>, può <strong>ridurre il rischio di più di una dozzina di tumori</strong> ma non modificare la mortalità totale. Anche <strong>nelle malattie autoimmuni</strong>, inclusi diabete di tipo 1 e 2, artrite reumatoide, morbo di Crohn, tiroidite di Hashimoto, sclerosi multipla. Questi studi hanno dimostrato una correlazione con la carenza di vitamina D. Oltre alle malattie autoimmuni, la vitamina D è stata implicata anche nel <strong>controllo di altre condizioni infiammatorie, aumentando l&#8217;attività antimicrobica</strong>, favorendo la produzione di peptidi antimicrobici da parte dei macrofagi e dei cheratinociti monociti. La vitamina D stimola l&#8217;interleuchina (IL)-15 producendo macrofagi e aumentando la loro attività antimicrobica (19-20). La pandemia COVID-19 coinvolge le vie respiratorie e la produzione di peptidi antimicrobici nell&#8217;epitelio respiratorio. Infatti l&#8217;integrazione di vitamina D, <strong>sembra essere capace di ridurre la risposta infiammatoria all&#8217;infezione da SARS-CoV-2</strong>. Il sistema renina-angiotensina migliora la prognosi migliore grazie all&#8217;integrazione di vitamina D, infatti la vitamina D interagisce con una proteina in questa via: l&#8217;enzima di conversione dell&#8217;angiotensina 2 (ACE2) che è anche sfruttato da SARS-CoV-2.</p>
<p>1,25(OH2) D o vitamina D, è un <strong>ormone unico, perché può essere prodotto nella pelle dall&#8217;esposizione alla luce solare.</strong> Solo una piccola parte viene introdotta con il cibo, ma in modo insufficiente. <strong>Per questo motivo la maggior parte della popolazione mondiale ha una carenza di vitamina D</strong>. Sia la popolazione che vive nelle aree geografiche meno esposte alla luce solare, sia quella che vive nei paesi più esposti alla luce solare, hanno una carenza cronica di vitamina D (salvo periodi di esposizione al Sole). Questa <strong>carenza cronica di vitamina D</strong> provoca sia problemi di omeostasi del fosfo-calcio che del metabolismo osseo, in particolare <strong>nei bambini</strong> (<strong>rischio di rachitismo</strong>), <strong>nei giovani e negli adulti</strong> (<strong>osteomalacia</strong>), <strong>nelle donne in</strong> <strong>gravidanza </strong>(<strong>pre-eclampsia</strong>) e <strong>nelle donne in post-menopausa</strong> (<strong>osteopenia</strong> o <strong>osteoporosi</strong>).</p>
<p>La vitamina D induce i propri effetti grazie al legame con i recettori della vitamina D (VDR), che sono espressi in numerosi tipi cellulari e tessuti. La vitamina D <strong>aumenta l&#8217;efficienza dell&#8217;assorbimento intestinale del calcio</strong> ed esercita anche diverse importanti trasformazioni scheletriche.</p>
<p>Per ottenere un <strong>buon livello di vitamina D circolante è necessario introdurre circa 2000 UI di vitamina D al giorno</strong>, anche se la superficie corporea gioca un ruolo fondamentale ruolo nell&#8217;ottenimento di un buon livello (<strong>tra 40 e 60 ng/ml</strong>). Infatti, <strong>nel soggetto obeso, la quantità di Vitamina D da introdurre è circa 2-3 volte</strong> <strong>superiore</strong> rispetto al soggetto normopeso.</p>
<p><strong> </strong><strong>Purtroppo spesso molte persone non sono adeguatamente informate dell&#8217;importanza dell&#8217;assunzione di Vitamina D e questo determina la carenza di Vitamina D (&lt;20/30 ng/ml).</strong></p>
<p>La carenza di vitamina D può determinare più anomalie nella trasformazione di calcio, fosforo e ossa. In particolare, <strong>la carenza di vitamina D provoca una diminuzione dell&#8217;assorbimento intestinale di calcio e fosforo, che significa un aumento dei livelli di PTH. L&#8217;iperparatiroidismo secondario</strong> non modifica il livello di calcio nel sangue. L&#8217;aumento dell&#8217;attività osteoclastica mediato dal PTH, determina la <strong>perdita focale di osso e una diminuzione generalizzata della densità minerale ossea (BMD), con conseguente osteopenia e osteoporosi</strong>.</p>
<p>Inoltre la Vitamina D, sembra permettere di avere un <strong>maggiore controllo del sistema immunitario.</strong> Il ruolo della vitamina D nella regolazione del sistema immunitario è quello di migliorarlo ed <strong>è stato pubblicato negli ultimi anni, la vitamina D è stata anche implicata nel controllo di altre condizioni infiammatorie</strong>.</p>
<p><strong>Infatti un basso livello circolante di vitamina D è anche associato a una maggiore suscettibilità alle malattie infettive, come infezioni del tratto respiratorio superiore. Molti autori hanno pubblicato il coinvolgimento della vitamina D nella riduzione del rischio di infezioni. La pandemia COVID-19 coinvolge le vie respiratorie e la produzione di peptidi antimicrobici. L&#8217;integrazione di vitamina D, potrebbe ridurre i sintomi e ridurre la risposta infiammatoria all&#8217;infezione da SARS-CoV-2.</strong> Il sistema renina-angiotensina migliora la prognosi con l&#8217;integrazione di vitamina D, <strong>infatti la vitamina D interagisce con una proteina, l&#8217;enzima di conversione dell&#8217;angiotensina 2 (ACE2) che è anche sfruttato da SARS-CoV-2. Mentre SARS-CoV-2 sottoregola l&#8217;espressione di ACE2, l&#8217;integrazione di vitami</strong><strong>na D promuove l&#8217;espressione di questo gene.</strong><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-2428 alignnone" src="https://centrocuradellatiroide.com/wp-content/uploads/2024/01/1.jpg" alt="" width="328" height="218" data-wp-editing="1" /></strong></p>
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		<title>Trattamento dei Tumori Tiroidei a Pisa: Centro per la Cura della Tiroide</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 14:07:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il tumore tiroideo è una patologia complessa che richiede un approccio specializzato e personalizzato per garantire il miglior risultato possibile. Nel cuore di Pisa, il Centro per la Cura della Tiroide si erge come un faro di speranza per coloro che affrontano questa sfida. Questo articolo esplorerà l&#8217;approccio innovativo del Centro nel trattamento dei tumori&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il tumore tiroideo è una patologia complessa che richiede un approccio specializzato e personalizzato per garantire il miglior risultato possibile. Nel cuore di Pisa, il <a href="https://centrocuradellatiroide.com/chi-siamo/">Centro per la Cura della Tiroide</a> si erge come un faro di speranza per coloro che affrontano questa sfida. Questo articolo esplorerà l&#8217;approccio innovativo del Centro nel trattamento dei tumori tiroidei a Pisa, evidenziando le tecnologie all&#8217;avanguardia e l&#8217;impegno nei confronti dei pazienti.</p>
<ol>
<li><strong>Diagnosi Precisa</strong>: Il primo passo cruciale nel trattamento dei tumori tiroidei è una diagnosi precisa. Il Centro per la Cura della Tiroide dispone di tecnologie diagnostiche all&#8217;avanguardia e di un team medico esperto che lavora insieme per identificare con precisione la tipologia e lo stadio del tumore. Questa fase iniziale è fondamentale per sviluppare un piano di trattamento mirato.</li>
<li><strong>Approccio Multidisciplinare</strong>: Il trattamento dei tumori tiroidei richiede un approccio multidisciplinare, coinvolgendo diversi specialisti per garantire la migliore cura possibile. Il Centro per la Cura della Tiroide integra endocrinologi, chirurghi oncologi, radiologi e oncologi medici per progettare un percorso terapeutico completo e personalizzato per ogni paziente.</li>
<li><strong>Chirurgia Mininvasiva</strong>: Quando la chirurgia è necessaria, il Centro adotta approcci chirurgici avanzati e mininvasivi per ridurre al minimo l&#8217;impatto sulla qualità della vita del paziente. Queste tecniche permettono una ripresa più rapida e risultati estetici superiori, mantenendo al contempo un elevato standard di sicurezza.</li>
<li>T<strong>erapie Innovative</strong>: Il Centro per la Cura della Tiroide abbraccia le più recenti terapie innovative nel trattamento dei tumori tiroidei a Pisa. La terapia mirata, la terapia ormonale e l&#8217;immunoterapia sono parte integrante dell&#8217;approccio terapeutico del Centro, mirato a massimizzare l&#8217;efficacia del trattamento e ridurre al minimo gli effetti collaterali.</li>
</ol>
<p>Il Centro per la Cura della Tiroide a Pisa si distingue per l&#8217;impegno nel fornire cure di alta qualità ai pazienti affetti da tumori tiroidei. Attraverso una combinazione di diagnosi accurate, approcci terapeutici innovativi e un sostegno completo, il Centro si impegna a migliorare la vita dei pazienti affrontando questa sfida complessa. La speranza, la competenza e la cura si fondono per creare un ambiente in cui i pazienti possono affrontare la loro lotta con fiducia.</p>
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		<title>Sindrome dell&#8217;Ovaio Micropolicistico</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2023 15:16:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;ovaio micropolicistico (PCOS), conosciuta anche come &#8220;sindrome ovarica policistica&#8221; o &#8220;sindrome di Stein-Leventhal,&#8221; è una condizione endocrina comune tra le donne in età riproduttiva. Colpisce la salute ormonale e il ciclo mestruale delle donne, con diverse implicazioni per la fertilità e la salute generale. Presso il Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sindrome dell&#8217;ovaio micropolicistico (PCOS), conosciuta anche come &#8220;sindrome ovarica policistica&#8221; o &#8220;sindrome di Stein-Leventhal,&#8221; è una condizione endocrina comune tra le donne in età riproduttiva. Colpisce la salute ormonale e il ciclo mestruale delle donne, con diverse implicazioni per la fertilità e la salute generale. Presso il <a href="https://centrocuradellatiroide.com/chi-siamo/">Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi</a> a Pisa, forniamo una consulenza e un trattamento specializzati per le pazienti affette da questa condizione.</p>
<p>Cause della Sindrome dell&#8217;Ovaio Micropolicistico: Le cause esatte della sindrome dell&#8217;ovaio micropolicistico non sono completamente conosciute, ma si ritiene che coinvolgano una combinazione di fattori genetici, ormonali e ambientali. L&#8217;eccesso di insulina, la resistenza insulinica e gli squilibri ormonali, come l&#8217;eccesso di ormoni maschili (androgeni), giocano un ruolo significativo nello sviluppo della PCOS.</p>
<p>Sintomi della Sindrome dell&#8217;Ovaio Micropolicistico: I sintomi della PCOS variano da persona a persona e possono includere irregolarità del ciclo mestruale, aumento dei peli corporei (irsutismo), acne, obesità, difficoltà nel concepire, perdita dei capelli e talvolta problemi metabolici come il diabete di tipo 2. La diagnosi precoce e il trattamento mirato sono fondamentali per gestire la sindrome e migliorare la qualità della vita delle pazienti.</p>
<p>Trattamenti presso il Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi: Il nostro Centro Cura della Tiroide a Pisa offre un approccio personalizzato e completo per il trattamento della sindrome dell&#8217;ovaio micropolicistico. Dopo una valutazione dettagliata, il Dott. Francesco Lippi e il suo team di esperti sviluppano un piano di trattamento mirato, che può includere modifiche dello stile di vita, come una dieta bilanciata e l&#8217;esercizio fisico regolare, nonché terapie ormonali e farmacologiche.</p>
<p>Inoltre, forniamo consulenza per aiutare le pazienti a gestire i sintomi della PCOS, migliorare la fertilità e prevenire complicazioni a lungo termine, come il diabete e le malattie cardiache.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La sindrome dell&#8217;ovaio micropolicistico è una condizione endocrina comune tra le donne in età riproduttiva, che può influire sulla salute ormonale e la fertilità. Presso il Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi a Pisa, offriamo un approccio olistico e specializzato per il trattamento della PCOS, aiutando le pazienti a gestire i sintomi e a migliorare la loro qualità di vita. Se sospetti di essere affetta da PCOS, contattaci per una consulenza approfondita e un piano di trattamento personalizzato.</p>
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		<title>Tiroide e Gravidanza</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/tiroide-e-gravidanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 12:23:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’elemento che è alla base della struttura degli ormoni tiroidei è lo iodio e questo consente di capire quale possa essere l’importanza della presenza dello iodio nell’ambiente. Infatti se la quantità di iodio è adeguata la tiroide lavora in condizioni ideali, mentre se lo iodio è carente (regioni a carenza iodica o di endemia gozzigena) </p>
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			<p>Le ghiandole ormonali producono quantità di ormoni adeguate alle richieste dell’organismo in quel determinato momento. In questo ambito, la gravidanza rappresenta la condizione meglio conosciuta per quanto riguarda la tiroide.</p>
<p>Durante la gestazione, infatti, si verificano diversi eventi che determinano un’aumentata richiesta di ormone tiroideo (fino al 50% in più) e un parallelo impoverimento dello iodio materno.</p>
<p>Questi meccanismi sono particolarmente presenti nelle primissime settimane di gestazione.</p>
<p>Gli adattamenti fisiologici che si verificano durante la gestazione possono condurre ad una <strong>condizione di carenza iodica</strong> anche in una donna con un apporto iodico pregravidico adeguato.</p>
<p>Una situazione di carenza iodica in gravidanza si protrae anche durante l’allattamento.</p>
<p>In considerazione di queste modificazioni, risulta dunque importante <strong>monitorare l’apporto iodico</strong> ed eventualmente correggerne una condizione di carenza.</p>
<p>Il monitoraggio della tiroide in gravidanza si basa dunque su periodici dosaggi della ioduria, accompagnati da controlli ecografici per la valutazione del volume tiroideo materno.</p>
<p>In condizioni di normale apporto iodico in gravidanza non si dovrebbe infatti verificare un aumento del volume tiroideo.</p>
<p>In aggiunta ai suddetti adattamenti fisiologici, <strong>la tiroide deve necessariamente essere studiata prima della gravidanza per non incorrere in rischio di abortività specie durante le primissime settimane di gestazione</strong>.</p>
<p>Condizioni come ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite di Hashimoto, presenza di noduli tiroidei devono infatti essere escluse prima del concepimento. Se presenti, devono essere strettamente monitorate e corrette prima ancora della gravidanza.</p>
<p>Infine, a causa della loro crescente diffusione, le stimolazioni ovariche che vengono praticante per l’ottenimento di una gravidanza, rappresentano una importante indicazione alla visita endocrinologica.</p>
<p>Diversi studi scientifici dimostrano infatti come <strong>l’aumentata quantità di ormoni sessuali femminili che si verifica dopo la stimolazione ovarica può determinare un ulteriore impoverimento di ormone tiroideo</strong>, e dunque un non mantenimento della gravidanza stessa. Questa eventualità può essere molto prevenuta solo se conosciuta prima del trattamento.</p>
<p>In conclusione, la strategia migliore è quella di valutare, come suggerito da diverse linee guida Europee e Americane, la funzione tiroidea e l’apporto iodico nelle donne in età fertile che abbiano voglia di una gravidanza.</p>
<p>Nel caso di gravidanze programmate e/o ottenute dopo stimolazioni ormonali, la valutazione tiroidea è fortemente raccomandata prima ancora di qualsiasi tipo di trattamento ginecologico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-2267" src="https://centrocuradellatiroide.com/wp-content/uploads/2022/01/Tabella-apporto-quotidiano-di-iodio-UNICEF-300x275-1.jpg" alt="" width="300" height="275" /><br />
<strong>Tabella 1</strong> – Apporto quotidiano di iodio raccomandato dall’UNICEF in base ai diversi momenti della vita.</p>

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		<title>Carcinoma midollare della tiroide (MTC)</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/carcinoma-midollare-della-tiroide-mtc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2022 12:21:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’elemento che è alla base della struttura degli ormoni tiroidei è lo iodio e questo consente di capire quale possa essere l’importanza della presenza dello iodio nell’ambiente. Infatti se la quantità di iodio è adeguata la tiroide lavora in condizioni ideali, mentre se lo iodio è carente (regioni a carenza iodica o di endemia gozzigena) </p>
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			<h3>Gestione Avanzata del Carcinoma della Tiroide a Pisa: Il Ruolo dell&#8217;Endocrinologo Francesco Lippi nel Centro Cura della Tiroide</h3>
<p>Il carcinoma della tiroide è una forma di cancro che colpisce la ghiandola tiroidea, un organo cruciale per la regolazione del metabolismo nel nostro corpo. Uno dei centri di eccellenza nella gestione di questa patologia è il &#8220;<a href="https://centrocuradellatiroide.com/chi-siamo/">Centro Cura della Tiroide</a>&#8221; a Pisa, dove l&#8217;endocrinologo Francesco Lippi si impegna nell&#8217;offrire cure avanzate e personalizzate per i pazienti affetti da questa malattia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;importanza della Ghiandola Tiroidea:</p>
<p>La ghiandola tiroidea svolge un ruolo fondamentale nel controllo del metabolismo corporeo producendo gli ormoni tiroidei che regolano diverse funzioni vitali. Il carcinoma della tiroide a Pisa può avere un impatto significativo sulla salute complessiva, pertanto è essenziale avere accesso a un trattamento specializzato e mirato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Carcinoma della Tiroide: Un&#8217;Analisi Approfondita:</p>
<p>Il carcinoma della tiroide è una forma di cancro che può manifestarsi in diverse varianti, tra cui il carcinoma papillare, il carcinoma follicolare, il carcinoma midollare e il carcinoma anaplastico. Ognuna di queste varianti richiede un approccio terapeutico specifico e personalizzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Centro Cura della Tiroide a Pisa: Guida nella Gestione del Carcinoma:</p>
<p>Il &#8220;Centro Cura della Tiroide&#8221; a Pisa, guidato dall&#8217;esperto endocrinologo Francesco Lippi, è un punto di riferimento per i pazienti affetti da carcinoma della tiroide. Il centro adotta un approccio multidisciplinare per la gestione del carcinoma tiroideo, garantendo una diagnosi precisa e un trattamento completo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approccio Personalizzato e Terapie Innovative:</p>
<p>Il dottor Francesco Lippi e il suo team offrono una valutazione dettagliata del paziente, considerando fattori come lo stadio della malattia, la tipologia del carcinoma e lo stato generale di salute. Sulla base di queste informazioni, viene sviluppato un piano di trattamento personalizzato che può includere interventi chirurgici, terapie radioterapiche o farmacologiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Collaborazione Interdisciplinare per una Cura Completa:</p>
<p>Il &#8220;Centro Cura della Tiroide&#8221; si distingue per la sua collaborazione interdisciplinare, coinvolgendo specialisti in chirurgia, radioterapia, oncologia e altri campi correlati. Questo approccio consente di fornire una cura completa e integrata per i pazienti affetti da carcinoma della tiroide, migliorando l&#8217;efficacia del trattamento e la qualità della vita del paziente.</p>
<p>Il carcinoma della tiroide richiede una gestione attenta e specializzata per garantire il miglior esito possibile per i pazienti. Il &#8220;Centro Cura della Tiroide&#8221; a Pisa, con il dottor Francesco Lippi e il suo team di esperti, si dedica a offrire cure avanzate e personalizzate, svolgendo un ruolo essenziale nel trattamento e nella gestione di questa malattia. Chiunque sia affetto da questa patologia può fidarsi dell&#8217;esperienza e dell&#8217;approccio altamente professionale offerto dal &#8220;Centro Cura della Tiroide&#8221; a Pisa.</p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://centrocuradellatiroide.com/carcinoma-midollare-della-tiroide-mtc/">Carcinoma midollare della tiroide (MTC)</a> proviene da <a href="https://centrocuradellatiroide.com">Endocrinologo Francesco Lippi</a>.</p>
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		<title>Il nodulo della tiroide</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/nodulo-tiroideo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 21:58:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’elemento che è alla base della struttura degli ormoni tiroidei è lo iodio e questo consente di capire quale possa essere l’importanza della presenza dello iodio nell’ambiente. Infatti se la quantità di iodio è adeguata la tiroide lavora in condizioni ideali, mentre se lo iodio è carente (regioni a carenza iodica o di endemia gozzigena) </p>
<p>L'articolo <a href="https://centrocuradellatiroide.com/nodulo-tiroideo/">Il nodulo della tiroide</a> proviene da <a href="https://centrocuradellatiroide.com">Endocrinologo Francesco Lippi</a>.</p>
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			<p><strong> Nodulo Tiroideo a Pisa: Cosa Devi Sapere e Come Affrontarlo con il Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi</strong></p>
<p>I noduli tiroidei rappresentano una condizione comune tra la popolazione, spesso suscitando preoccupazione e domande sulle possibili implicazioni per la salute. A Pisa, il Dott. Francesco Lippi, esperto endocrinologo, offre una solida esperienza nel campo della tiroide e del trattamento dei noduli tiroidei presso il suo <a href="https://centrocuradellatiroide.com/chi-siamo/">Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi</a>.</p>
<p><strong>Cosa sono i Noduli Tiroidei?</strong></p>
<p>I noduli tiroidei sono piccole formazioni o protuberanze che si sviluppano all&#8217;interno della ghiandola tiroidea, localizzata nella parte anteriore del collo. Possono essere singoli o multipli e possono variare in dimensioni. La maggior parte dei noduli tiroidei è benigna, ma è essenziale sottoporsi a una valutazione medica per confermare la natura del nodulo.</p>
<p><strong>Diagnosi e Trattamento dei Noduli Tiroidei</strong></p>
<p>Per diagnosticare i noduli tiroidei, il Dott. Francesco Lippi utilizza una serie di esami accurati, tra cui l&#8217;ecografia tiroidea, che permette di visualizzare le dimensioni, la forma e la struttura del nodulo. Talvolta, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori test come la biopsia con ago sottile (FNAB) per analizzare il tessuto del nodulo e determinarne la natura (benigna o maligna).</p>
<p>Il trattamento dei noduli tiroidei dipende dalla loro natura. Se il nodulo è benigno, potrebbe non richiedere alcun trattamento immediato e verrà monitorato periodicamente. Tuttavia, se il nodulo è sospetto o maligno, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimuoverlo.</p>
<p><strong>Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi a Pisa</strong></p>
<p>Il Dott. Francesco Lippi è un esperto endocrinologo con una vasta esperienza nel trattamento dei noduli tiroidei. Il suo Centro Cura della Tiroide a Pisa offre una gamma completa di servizi per la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio dei noduli tiroidei. Grazie all&#8217;approccio professionale e umano del Dott. Lippi, i pazienti si sentono confortati e ben assistiti lungo tutto il percorso diagnostico e terapeutico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Affrontare un nodulo tiroideo può suscitare preoccupazione, ma con l&#8217;aiuto di un esperto come il Dott. Francesco Lippi e il suo Centro Cura della Tiroide a Pisa, è possibile ricevere una diagnosi accurata e un trattamento appropriato. Se sospetti di avere un nodulo tiroideo o desideri sottoporre il tuo caso a una valutazione specializzata, non esitare a contattare il Centro Cura della Tiroide del Dott. Francesco Lippi per una consulenza professionale. La tua salute tiroidea è importante, e noi siamo qui per aiutarti.</p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://centrocuradellatiroide.com/nodulo-tiroideo/">Il nodulo della tiroide</a> proviene da <a href="https://centrocuradellatiroide.com">Endocrinologo Francesco Lippi</a>.</p>
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		<title>Le malattie della tiroide</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/le-malattie-della-tiroide/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 21:55:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le malattie tiroidee derivano da disfunzioni della ghiandola tiroide, una ghiandola endocrina posta alla base del collo che produce l’ormone tiroideo, sotto forma prevalentemente di tetraiodotironina (T4) anche se l’ormone attivo è la triiodiotironina (T3). La trasformazione della T4 in T3 avviene a livello dei tessuti periferici.</p>
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			<p>Le malattie tiroidee derivano da disfunzioni della ghiandola tiroide, una ghiandola endocrina posta alla base del collo che produce l’ormone tiroideo, sotto forma prevalentemente di tetraiodotironina (T4) anche se l’ormone attivo è la triiodiotironina (T3). La trasformazione della T4 in T3 avviene a livello dei tessuti periferici.</p>
<p>L’ormone tiroideo regola numerose funzioni del metabolismo, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo. La produzione di una adeguata quantità di ormoni tiroidei è quindi indispensabile al normale accrescimento corporeo e allo sviluppo e alla maturazione dei vari apparati.</p>
<p>La tiroide è soggetta a uno stretto controllo ormonale, da parte dell’ipofisi, mediante l’ormone tireotropo (TSH) che regola la funzione tiroidea e che a sua volta regola la produzione del TSH.</p>
<p>La corretta funzione della ghiandola tiroidea è garantita da un adeguato apporto nutrizionale di iodio. Lo iodio, sotto forma di ioduro, viene assorbito dalla tiroide e combinato chimicamente con l’aminoacido tirosina per sintetizzare l’ormone tiroideo.</p>
<p>Lo iodio è presente nel corpo umano in quantità di 15-20 mg, e l’apporto giornaliero necessario è stimato in 150 ug/giorno. Tuttavia, la presenza di questo elemento negli alimenti e nelle acque è molto variabile e spesso troppo scarsa rispetto ai fabbisogni umani.</p>
<p>La carenza di iodio, uno dei più gravi problemi di salute pubblica secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, si traduce in diverse patologie, più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso, come l’iper o l’ipoproduzione di ormone tiroideo da parte della ghiandola. Nelle sue forme più gravi, la carenza iodica può portare a cretinismo, una condizione raramente riscontrata in Europa, ma rimangono tuttavia presenti aree con carenza iodica moderata che comporta deficit cognitivi e neuropsicologici minori. Il fabbisogno di iodio è quindi particolarmente elevato per le donne in gravidanza e per i bambini.</p>
<p>In età adulta, le donne sono molto più soggette alle malattie tiroidee rispetto agli uomini: una donna ha il 20% di possibilità di sviluppare problemi alla tiroide nel corso della sua vita.</p>
<p><strong>Gozzo</strong><br />
Ogni aumento di volume della ghiandola tiroidea si definisce gozzo. Il gozzo può presentarsi sia in caso di normale funzione tiroidea (80%) o con ipertiroidismo o con ipotiroidismo. Può essere costituito da un solo nodulo della tiroide (gozzo uninodulare), da più noduli (gozzo multinodulare) o da un aumento diffuso di tutta la ghiandola (gozzo diffuso).</p>
<p><strong>Ipertiroidismo</strong><br />
Si manifesta quando la ghiandola tiroidea funziona in eccesso rilasciando troppo ormone nell’organismo ed è la patologia endocrina maggiormente frequente dopo il diabete mellito. L’ipertiroidismo primitivo può essere causato da numerosi fattori, come il morbo di Basedow, da un gozzo o da un nodulo iperfunzionante, da una assunzione eccessiva di ormone tiroideo. L’ipertiroidismo secondario può essere in relazione ad una inappropriata secrezione di TSH (tumore ipofisario) o da una secrezione tumorale di fattori TSH simili, da altre forme tumorali, come quelli ovarici o dalla metastasi funzionanti di tumori tiroidei differenziati.</p>
<p><strong>Ipotiroidismo</strong><br />
Si sviluppa quando gli ormoni tiroidei sono insufficienti. In genere questo avviene dopo intervento chirurgico di tiroidectomia totale sia per patologie benigne che maligne, quando si è sottoposti a terapia radiometaboliche per varie forme di ipertiroidismo primitive o in presenza di una carenza o eccesso di iodio o in seguito a lesioni dell’ipotalamo (ipotiroidismo centrale). Altra causa di ipotiroidismo può essere rappresentata dalle tiroiditi croniche linfocitarie autoimmuni (Tiroidite di Hashimoto) e della forme di tiroiditi post partum. Si tratta di una malattia la cui reale incidenza è difficilmente valutabile, variamente influenzata da fattori genetici ed ambientali, tra i quali la carenza di iodio. Infine, ma non ultimo, l’ipotiroidismo congenito: secondo le stime attuali, un neonato su 2.500/3.000 nati nasce con una forma di ipotiroidismo congenito. Una carenza di ormone tiroideo durante la vita fetale e neo natale può avere effetti diversi fino all’arresto irreversibile della maturazione dell’encefalo con gravi conseguenze sullo sviluppo intellettivo configurando ritardo mentale, sordomutismo e paralisi spastica.</p>
<p><strong>Tumori</strong><br />
Lo sviluppo di noduli tiroidei è solitamente un fenomeno di natura benigna (solo lo 0,3% dei noduli è una neoplasia maligna). In caso di noduli maligni, i carcinomi più comuni sono gli adenocarcinomi papillari o papillari-follicolari (misti) che rappresentano circa il 90% dei tumori maligni della tiroide. La prognosi è eccezionalmente buona, con oltre il 98% di probabilità di guarigione. Il cancro tiroideo è più diffuso tra le donne rispetto agli uomini, con un rapporto di 3,2:1 e la sua incidenza aumenta con l’età. Tra le cause, è di riconosciuta importanza l’esposizione a radiazioni ionizzanti alla regione del collo. Il cancro alla tiroide ha avuto un’incidenza moltiplicata da 10 a 100 volte come conseguenza del disastro nucleare di Chernobyl, nelle zone interessate da un aumento significativo della radioattività.</p>

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		<title>Nell’ovaio policistico i livelli di ormoni androgeni sono alterati</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/nellovaio-policistico-i-livelli-di-ormoni-androgeni-sono-alterati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 21:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’ovaio policistico è quell’ovaio che ha subito una modificazione; infatti al suo interno si formano numerose microcisti che possono essere visibili dal punto di vista ecografico dell’addome, ma che possono anche non apparire.</p>
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			<p>In presenza di ovaio policistico può esserci un aumento di peli e acne.</p>
<p><strong>Cos’è l’ovaio policistico</strong><br />
L’ovaio policistico è quell’ovaio che ha subito una modificazione; infatti al suo interno si formano numerose microcisti che possono essere visibili dal punto di vista ecografico dell’addome, ma che possono anche non apparire.</p>
<p><strong>I sintomi</strong><br />
In presenza di un ovaio policistico le ragazze possono iniziare ad avere una modificazione dei caratteri sessuali secondari e quindi un aumento dei peli e dell’acne che sono tipici dell’androgenizzazione (ovvero mascolinizzazione) e non perché hanno delle malattie cutanee come spesso si pensa, ma perché hanno un’alterazione dei livelli di androgeni.<br />
Queste ragazze iniziano ad avere una modificazione molto importante anche dal punto di vista psicologico, perché inizia la peluria, prevalentemente al volto, ma che si distribuisce progressivamente all’addome, alle cosce, alle gambe ecc. con una serie di problemi che si ripercuotono a livello ovarico determinando spesso il ritardo del ciclo mestruale o addirittura la sua scomparsa e cioè l’amenorrea.<br />
Questa condizione morbosa si può associare all’obesità, ma si può verificare anche soltanto l’alterazione del ciclo mestruale, senza altri problemi particolarmente rilevanti.</p>
<p><strong>La diagnosi</strong><br />
Per fare la diagnosi è importante procedere a un’accurata valutazione ormonale, che coinvolge l’ovaio e l’ipofisi, e quindi il dosaggio dell’FSH e dell’LH da un punto di vista di controlli ipofisari, e la parte estrogenica e degli ormoni androgeni a livello ovarico.</p>
<p><strong>La terapia</strong><br />
La prima cosa che fanno queste pazienti è rivolgersi al dermatologo il quale però giustamente dice che è un problema di peli e di acne e prescrive una cura sintomatica.<br />
Purtroppo però i problemi rimangono ed esse continuano a non stare bene.<br />
Ma l’ovaio policistico può essere facilmente curata dopo che si è proceduto agli esami ormonali.<br />
La terapia può essere estro-progestinica, quindi con una pillola leggera che non incide in modo particolare sulla vita della ragazza, e la si può associare ad un anti androgeno.</p>
<p><strong>Gli anti androgeni</strong><br />
Di anti androgeni oggi ce ne sono tanti e uno di quelli più conosciuti è la Flutamide, un farmaco non steroideo molto efficace per la riduzione della peluria e dell’acne nelle giovani adolescenti che dopo 2 o 3 mesi di cura rifioriscono.<br />
Esse con questa cura recuperano un quadro fisiologico normale e di conseguenza una vita di relazione più equilibrata e soddisfacente.<br />
Va quindi sottolineato che la patologia dell’ovaio policistico è una malattia molto frequente, spesso sottovalutata dal medico curante, che invece può essere tranquillamente curata senza nessun problema e con ottimi risultati.</p>

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		<title>Il Morbo di Basedow può indurre l’ipertiroidismo</title>
		<link>https://centrocuradellatiroide.com/morbo-di-basedow-a-pisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 21:51:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel morbo di Basedow, causa d’ipertiroidismo, si procede alla tiroidectomia totale.<br />
In tre precedenti articoli abbiamo parlato di sintomi, di tipologie e di come curare l’ipertiroidismo. Ora vediamo il morbo di Basedow.</p>
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			<p>Soffri di Morbo di Basedow a Pisa? Scopri la Cura Specializzata presso l&#8217;Endocrinologo Francesco Lippi Centro Cura della Tiroide</p>
<p>Il Morbo di Basedow, conosciuto anche come ipertiroidismo autoimmune, è una patologia che colpisce la tiroide, una ghiandola fondamentale per il corretto funzionamento dell&#8217;organismo. Se risiedi a Pisa e ti trovi ad affrontare questa condizione, è fondamentale ricercare cure specializzate e altamente professionali.</p>
<p><a href="https://centrocuradellatiroide.com/chi-siamo/">L&#8217;Endocrinologo Francesco Lippi Centro Cura della Tiroide,</a> situato a Pisa, è una struttura sanitaria all&#8217;avanguardia dedicata al trattamento del Morbo di Basedow a Pisa e di altre patologie tiroidee. Il Dottor Francesco Lippi e il suo team di esperti offrono soluzioni personalizzate e cure di elevata qualità per migliorare la tua salute e la qualità della tua vita.</p>
<h3>Diagnosi accurata per un trattamento efficace</h3>
<p>Per combattere il Morbo di Basedow, è fondamentale una diagnosi precisa e tempestiva. Presso il nostro centro, utilizziamo tecnologie diagnostiche all&#8217;avanguardia e metodi avanzati per valutare la funzione tiroidea e identificare eventuali anomalie. La nostra equipe medica altamente qualificata lavorerà con te per stabilire un piano di trattamento mirato.</p>
<h3>Trattamenti personalizzati</h3>
<p>Il trattamento del Morbo di Basedow richiede un approccio personalizzato, considerando le condizioni specifiche del paziente. Presso l&#8217;Endocrinologo Francesco Lippi Centro Cura della Tiroide, proponiamo terapie mirate che possono includere l&#8217;uso di farmaci, la terapia radiometabolica e, in alcuni casi, l&#8217;intervento chirurgico. Scegliamo il trattamento più adatto al tuo caso per garantire i migliori risultati possibili.</p>
<h3>Monitoraggio costante e assistenza specialistica</h3>
<p>Il nostro impegno va oltre il solo trattamento. Seguiamo attentamente il progresso del paziente attraverso controlli periodici e aggiustamenti della terapia, se necessario. L&#8217;obiettivo è ottenere un controllo completo della condizione e migliorare la qualità della vita dei pazienti affetti da Morbo di Basedow.</p>
<h3>Affronta il Morbo di Basedow con fiducia</h3>
<p>Affrontare il Morbo di Basedow può essere impegnativo, ma non devi farlo da solo. Presso l&#8217;Endocrinologo Francesco Lippi Centro Cura della Tiroide, troverai un team di professionisti dedicati pronti ad accompagnarti in questo percorso. Affronta la tua patologia con fiducia, sapendo di essere in ottime mani.</p>
<p>Se sei a Pisa e necessiti di cure specializzate per il Morbo di Basedow, contattaci oggi stesso per prenotare una visita presso il nostro centro. La tua salute è la nostra priorità, e siamo qui per aiutarti a raggiungere il benessere.</p>

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</div><p>L'articolo <a href="https://centrocuradellatiroide.com/morbo-di-basedow-a-pisa/">Il Morbo di Basedow può indurre l’ipertiroidismo</a> proviene da <a href="https://centrocuradellatiroide.com">Endocrinologo Francesco Lippi</a>.</p>
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